The cognitive impenetrability of early vision: What’s the claim?

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Abstract
Raftopoulos’s most recent book argues, among other things, for the cognitive impenetrability of early vision. Before we can assess any such claims, we need to know what’s meant by “early vision” and by “cognitive penetration”. In this contribution to this book symposium, I explore several different things that one might mean – indeed, that Raftopoulos might mean – by these terms. I argue that whatever criterion we choose for delineating early vision, we need a single criterion, not a mishmash of distinct criteria. And I argue against defining cognitive penetration in partly epistemological terms, although it is fine to offer epistemological considerations in defending some definitions as capturing something of independent interest. Finally, I raise some questions about how we are to understand the “directness” of certain putative cognitive influences on perception and about whether there’s a decent rationale for restricting directness in the way that Raftopoulos apparently does. Keywords: Perception; Cognitive Penetration; Modularity; Perception/Cognition Distinction; Early Vision L’impenetrabilità cognitiva delle prime fasi della visione: di che si tratta? Riassunto: L’ultimo libro di Raftopoulos argomenta, tra le altre cose, in favore della impenetrabilità cognitiva della visione primaria. Prima di poter vagliare un’affermazione di questo tipo, bisogna sapere cosa si intende con “visione primaria” e con “penetrazione cognitiva”. Nel mio contributo a questo simposio prenderò in considerazione diversi elementi cui ci si può riferire con questi termini – e a cui, nei fatti, Raftopoulos potrebbe riferirsi. Sosterrò che qualsiasi criterio si scelga per descrivere la visione primaria, è necessario che si tratti di un criterio singolo e non di un insieme di criteri differenti. Presenterò quindi un argomento contro la definizione della penetrazione cognitiva in termini parzialmente epistemologici, sebbene sia utile offrire considerazioni epistemologiche nel difendere alcune definizioni come definizioni che colgono qualcosa di indipendente dall’interesse. Solleverò infine alcune questioni relative a come dobbiamo intendere la “direzionalità” di certe presunte influenze cognitive sulla percezione e se ci sia una ragione soddisfacente per restringere la direzionalità nel modo in cui Raftopoulos, a quanto pare, la restringe. Parole chiave: Percezione; Penetrazione cognitiva; Modularità; Distinzione percezione/cognizione; Visione primaria
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