La coincidenza degli opposti. Giordano Bruno tra Oriente e Occidente [Book Review]

Bruniana and Campanelliana (2):613-615 (2005)
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Abstract
Sarebbe troppo facile dire che sullo scrittoio di Bruno non c’erano né testi buddistici né scritti di Lao tse. Resta il fatto che queste assonanze ci sono, e non solo sul punto della metasomatosi, che è il più ovvio. Esistono sintonie più profonde che riguardano anzitutto il concetto del divino e quel caposaldo teorico che è il concetto bruniano di materia. Sono sintonie e assonanze che pongono complessi problemi di ordine teorico, con i quali si sono misurati pensatori come Cassirer e Aby Warburg che, come è noto, amava Bruno. Pongono anzitutto il problema di quelle che si potrebbero definire strutture “trascendentali” del pensiero umano, dalle quali sgorgano sintonie e assonanze di ordine filosofico o religioso che prescindono dalle “fonti” tradizionalmente considerate, ma non sono per questo meno importanti e significative. Nel suo lavoro Guido del Giudice ha precisamente questo doppio merito: 1. aprire gli studi bruniani verso prospettive non ancora e non sempre considerate in modo adeguato; 2. sollecitare il lettore a confrontarsi con delicati problemi teorici, che riguardano la struttura complessiva - universale, si potrebbe dire - del pensiero umano. (Dalla Presentazione di Michele Ciliberto)
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