Mystice videre. Il gioco degli specchi tra neurobiologia e psicologia analitica

In Jung e le immagini. Torino: (2010)
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Abstract
Mystice videre: un modo particolare di vedere, sperimentato, lungo la storia dell’umanità, da coloro che hanno vissuto un’esperienza straordinaria di incontro con il sacro (termine che qui utilizzo nella sua accezione più ampia, di “ciò che è separato da” tutto ciò che è ordinario). Alludo ai mistici, ovviamente. Qualcuno, clinicamente parlando, potrebbe considerarli, con qualche ragione, individui patologici, ma sotto il profilo religioso si tratta di persone che hanno avuto la grazia di un incontro con il divino attraverso visioni profonde, che, dalle tenebre del mistero, li hanno portati alla pienezza della luce interiore e hanno fatto sì che lo splendore che li ha illuminati si irradiasse all’esterno, dando un senso non solo al loro mondo interiore, ma anche al mondo che li circondava. Questo fecondo dinamismo tra “ciò che sta dentro” e “ciò che sta fuori” vale in tanti campi dell’esperienza umana, non solo nell’ambito del sacro, ma è in quest’ultimo che, elettivamente, l’attentio cordis determina l’irruzione nell’ombra di una luce che trasforma e permette di comprendere se stessi e l’intero cosmo.
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